Colloqui di sostegno psicologico e terapie rivolte al bambino Quando un bambino prova disagio.... non è sempre facile per gli adulti di riferimento coglierne i segnali e la richiesta di aiuto espressa. Soprattutto quando il bambino non ha a disposizione il canale verbale per esprimere le proprie difficoltà e comunicare la sua sofferenza, è importante che sia l'aduto ad accorgersi e a monitorare i "sintomi" manifestati dal bambino, per darvi un significato e rispondervi in modo adeguato. Spesso questo è un compito molto difficile per chi accudisce il bambino: fare attenzione a non rinforzare comportamenti disadattivi; rinforzare e incoraggiare i comportamenti utili e funzionali, accorgersi dei segnali di disagio e rispondervi con sufficiente distacco e nello stesso tempo con la cura e l'attenzione che il bambino si aspetta dalle sue figure di riferimento, richiede a volte strumenti ed esperienze che vanno al di la della competenza genitoriale. In questo caso diventa importante rivolgersi ad un professionista psicologo che, con l'indispensabile collaborazione dei genitori, potrà intervenire per la gestione delle crisi che il bambino attraversa durante le diverse fasi dello sviluppo evolutivo. L'intervento dello psicologo può, a seconda della situazione presentata dalla famiglia e dal tipo di difficoltà del bambino, rivolgersi in modo diretto al minore, o essere indirizzato ai genitori. Nel primo caso la terapia va adattata non solo alla problematica presentata, ma anche all'età del bambino. E gli strumenti utilizzati per facilitare la relazione terapeuta - bambino (ad es. il gioco, la musica, il disegno...), vanno sempre impiegati rispettando le naturali inclinazioni e la disponibilità del piccolo paziente. L'intervento rivolto ai genitori mira invece a rafforzarne le risorse e competenze, affinchè possano gestire in modo efficace le problematiche del proprio figlio. In genere, anche quando è possibile per lo psicologo intervenire in modo diretto attraverso colloqui e terapia con il bambino, è opportuno non solo informare, ma anche lavorare a stretto contatto con le famiglie durante l'attuazione del progetto terapeutico. La famiglia fornisce al terapeuta un aiuto indispensabile per l'individuazione dei segnali espressione delle aree probematiche del bambino. Ecco alcune tra le più frequenti manifestazioni di disagio nel bambino: - Stati di ansia molto intensi, paure e fobie poco funzionali e non contestuali o non giustificate rispetto all'età e alla fase dello sviluppo evolutivo del bambino (se ad es. un bambino di 3 anni di età manifesta paura del buio, questo non va certamente considerato come l'espressione di una patologia ma di un "normale" stato di disagio legato alla fase di sviluppo che il bambino sta attraversando. E' importante in questo caso accogliere e rassicurare il proprio figlio piuttosto che allarmarsi attribuendo alla situazione un significato patologico). Alcune manifestazioni dello stato di ansia del bambino possono essere: eccessiva timidezza nel rapporto con i coetanei, eccessiva aggressività ed eccessi di rabbia ingiustificata, disturbi ossessivo-compulsivi. - Disturbi della condotta - alterazioni de comportamento: mutismo o comportamenti oppositivi in famiglia o nel contesto scuola, difficoltà a rispettare le regole, iperattività, timidezza eccessiva... - Difficoltà a relazionarsi con i coetanei o con gli adulti, difficoltà nella comunicazione (non legate al linguaggio). - Difficoltà nella sfera dell'autostima: autosvalutazione, timidezza eccessiva, chiusura e demotivazione nei rapporti sociali. - Difficoltà del sonno: difficoltà ad addormentarsi o a dormire da solo, risvegli continui - Disturbi psicosomatici: mal di pancia, dolori localizzati, mal di testa ricorrenti, ecc. - Difficoltà reative al controllo degli sfinteri: enuresi (pipì a letto), encopresi - Disturbi alimentari: rifiuto del cibo, abbuffate, vomito... - Difficoltà dell'apprendimento: scarsi risultati a scuola per un bambino del quale siano evidenti le elevate risorse e competenze, difficoltà nella lettura, scrittura, ecc. non giustificate dalla fase dello sviluppo che i bambino sta attraversando. _________________________________________________________________________________________________ Colloqui di saostegno psicologico e psicoterapia dell’adolescente L'adolescenza è una fase dello sviluppo evolutivo dell'individuo caratterizzata da profondi cambiamenti che avvengono nel corpo, nel comportamento, nella sfera emotiva e cognitiva.In relazione alle proprie caratteristiche di personalità, al contesto familiare, scolastico e sociale e alla propria esperienza di vita, ogni persona affronta questi cambiamentine, e i conflitti che ne fanno parte, in modo personale. Quando i conflitti e le crisi che l'adoescente attraversa sono particolarmente intense ed egli non dispone di un contesto che lo sostiene adeguatamente, o non riesce a sviluppare nuove risorse per far fronte ai nuovi cambiamenti, i naturali momenti di crisi che appartengono all'adolescenza possono essere causa di forte disagio. L'adoescente si trova impreparato e inadeguato rispetto ai cambiamenti da affrontare, ed il suo senso di inefficacia e inadeguatezza può esitare in conseguenze che richiedono l'intervento del professionista. Ecco alcune tra le problematiche più frequentemente riportate dagli adolescenti all'interno del contesto di terapia: - Insicurezza e senso di inadeguatezza (rispetto a gruppo dei pari, o a figure autoritarie, o in generale al contesto sociale di appartenenza, o ancora di fronte ad un compito), presente con vari livelli di intensità, fino ad arrivare alla manifestazione di forti stati di ansia e panico - Difficoltà ad affermare la propria personalità, crisi di identità - Conflittualità con i genitori- Difficoltà a riconoscere con chiarezza i propri obiettivi di vita, a fare scelteautonome - Conflitto tra desiderio di autonomia e dipendenza dalla famiglia - Difficoltà e insicurezze nella sfera sessuale o più in generale nell'ambito delle relazioni sentimentali - Mancanza di dialogo con i genitori, sensazione di non essere compreso, ascoltato - Isolamento rispetto al gruppo dei pari, sensazione di emarginazione - Autolesionismo manifestato attraverso pensieri o veri e propri comportamenti autodistruttivi Di seguito sono invece elencati alcune tra le situazioni più frequenti per le quali le famiglie richiedono l’intervento del professionista rivolto al proprio figlio in età adoscenziale: - Difficoltà a rispettare regole e norme sociali, atteggiamento di ribellione nei confronti della famiglia, della scuola o di atri contesti di appartenenza. - Richieste continue di indipendenza e di fiducia da una parte, e manifestazione di comportamenti immaturi e di dipendenza dalla famiglia, dall'altra. - Comportamenti a rischio da un punto di vista sessuale (ad es. condotte sessuali inappropriate, rifiuto di utilizzare una profilassi adeguata) - Comportamenti che mettono a rischi la propria salute o incolumità fisica, messi in atto come "sfida" nei confronti di convenzioni o norme sociali (ad es. raggiungere velocità alte e non consentite dal codice stradale, tossicodipendenza, alcolismo, ecc.) - Fuga da casa, atteggiamenti definiti dalla famiglia come "risultato dell'influenza del gruppo dei pari" - Manifestazione di comportamenti o gesti di autolesionismo dannosi per la propria salute (ad es. anoressia, bulimia, ecc.) _________________________________________________________________________________________________ La psicoterapia con l’adolescente Quando è l’adolescente stesso a richiedere l’intervento dello psicologo, e se la famiglia accoglie e sostiene la sua richiesta di aiuto ad un professionista esterno e da il proprio consenso, il processo di psicoterapia può svolgersi in maniera chiara e lineare. Il primo colloquio può essere svolto, a seconda della richiesta, con l’adolescente da solo, con l’adolescente insieme ai genitori o con questi ultimi. In genere dopo i primi 3 o 4 colloqui, utilizzati principamente per la raccolta anamnestica e l’individuazione delle aree problematiche, si focalizzano gli obiettivi dell’intervento e si procede con la psicoterapia. Ogni colloquio ha la durata di 50 minuti circa e il costo di 50 euro. I colloqui sono settimanali (uno a settimana). _________________________________________________________________________________________________ |