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Studio di Psicologia e Psicoterapia - Roma
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La depressioine post-partum

Un'alta percentuale di mamme manifesta, durante alcuni giorni successivi alla nascita di un figlio, sintomi di depressione che, se presenti in forma leggera e limitati a pochi giorni dopo il parto (3 o 4 giorni, fino al massimo di 15 circa), vengono considerati appartenenti ad uno stato definito "baby blues" dallo psicoanalista inglese Winnicot.
Questo stato, considerato molto comune e frequentemente presente nelle donne durante il "post parto", è caratterizzato dalla presenza, in forma lieve, di ansia, irritabilità e irrequietezza, scoppi di pianto o colera improvvisa, sensazione di vuoto e tristezza. In genere questi sintomi sono imputabili da una parte allo stato fisico della donna (i cambiamenti ormonali successivi al parto, ad esempio), e dall'altra sono legati alla fase del cico vitale (la nascita di un figlio), che la donna attraversa.
Questa fase comporta infatti importanti cambiamenti di ruolo ai quali una madre dovrà adattarsi: l'assunzione di nuove e difficili responsabilità, i cambiamenti nell'immagine di sè (non solo legati ai cambiamenti del proprio corpo) e nella relazione con il proprio partner.

Quando i lievi sintomi relativi allo stato che abbiamo precedentemente definito come baby blues diventano persistenti e duraturi, e si manifestano in modo intenso e più grave nella madre, si può parlare di depressione post partum.

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I sintomi relativi alla depressione post partum possono durare anche un anno e sono in genere i seguenti:

- sensazione di affaticamento
- mancanza di appetitoinsonnia o eccessiva sonnolenza
- oscillazioni dell'umopre frequenti e imprevedibili
- sensazione di confusione e disorientamento
- pianto e sensazione di disperazione
- disinteresse per il bambino e difficoltà a prendersene cura
- Aggressività e timore di nuocere al proprio figlio

Mentre lo stato di baby bues tende a scomparire naturamente e non richiede particolari attenzioi da parte dello specialista, la depressione post partum può essere affrontata in ambito medico a seconda della gravità dei sintomi manifestati.

In genere gli interventi più efficaci sono la psicoterapia individuale, la partecipazione a gruppi di sostegno, l'assunzione di farmaci (ansiolitici/antidepressivi).

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La psicoterapia

All'interno del percorso di psicoterapia, la donna potrà affrontare i cambiamenti fisici e psicologici che sono conseguenza naturale de parto, imparando ad accettare la sua nuova identità (sia corporea che legata al ruolo di madre), senza per questo dover rinunciare ai propri bisogni e desideri di donna.

La nascita di un figlio può infatti contribuire a riaprire "vecchie ferite" legate alla propria infanzia, e a far riemergere bisogni che la donna non ha potuto nutrire in passato (quello di essere accudita con cure ed affetto adeguati, ad esempio), e che dopo il parto riemergono in maniera intensa e in conflitto con le nuove responsabilità legate al ruolo di madre.

Sarà importante allora trovare sostegno nel proprio contesto di riferimento (i partner, la famiglia di origine, gli amici...), per potersi sentire sicura di sè e pronta ad affrontare tutti i cambiamenti successivi al parto.

Quando infatti la mamma non trova nel suo contesto punti di riferimento adeguati, e i suoi bisogni insoddisfatti riemergono e non trovano nutrimento, essa sperimenta rabbia, frustrazione e confitto tra desiderio di prendersi cura del proprio figlio e desiderio di sentirsi lei stessa oggetto di cure e attenzioni, di sentirsi cioè "figlia".

L'ambivalenza, produce nella donna ansia, angoscia e a volte la sensazione di sentirsi "soffocata", "bloccata". E la consapevolezza di questi sentimenti può produrre sensi di colpa e non accettazione dei propri vissuti, con la conseguente ampificazione dello stato di ansia e angoscia sperimentata.

Attraverso la terapia la mamma potrà riappropriarsi dell apropria identità come donna, trovando degli spazi personali per sè, per poter progettare la propria vita e sperimentarsi nei diversi ruoli per lei importanti (e non solo quello di mamma), sentendosi soddisfatta di sè. Potrà inoltre imparare a riconoscere i bisogni rimasti insoddisfatti e riemersi con la nascita del figlio, per potersene prendere cura.

 
 
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