L'adolescenza è una fase dello sviluppo evolutivo dell'individuo caratterizzata da profondi cambiamenti che avvengono nel corpo, nel comportamento, nella sfera emotiva e cognitiva.In relazione alle proprie caratteristiche di personalità, al contesto familiare, scolastico e sociale e alla propria esperienza di vita, ogni persona affronta questi cambiamentine, e i conflitti che ne fanno parte, in modo personale. Quando i conflitti e le crisi che l'adoescente attraversa sono particolarmente intense ed egli non dispone di un contesto che lo sostiene adeguatamente, o non riesce a sviluppare nuove risorse per far fronte ai nuovi cambiamenti, i naturali momenti di crisi che appartengono all'adolescenza possono essere causa di forte disagio. L'adoescente si trova impreparato e inadeguato rispetto ai cambiamenti da affrontare, ed il suo senso di inefficacia e inadeguatezza può esitare in conseguenze che richiedono l'intervento del professionista. Ecco alcune tra le problematiche più frequentemente riportate dagli adolescenti all'interno del contesto di terapia: - Insicurezza e senso di inadeguatezza (rispetto a gruppo dei pari, o a figure autoritarie, o in generale al contesto sociale di appartenenza, o ancora di fronte ad un compito), presente con vari livelli di intensità, fino ad arrivare alla manifestazione di forti stati di ansia e panico - Difficoltà ad affermare la propria personalità, crisi di identità - Conflittualità con i genitori- Difficoltà a riconoscere con chiarezza i propri obiettivi di vita, a fare scelteautonome - Conflitto tra desiderio di autonomia e dipendenza dalla famiglia - Difficoltà e insicurezze nella sfera sessuale o più in generale nell'ambito delle relazioni sentimentali - Mancanza di dialogo con i genitori, sensazione di non essere compreso, ascoltato - Isolamento rispetto al gruppo dei pari, sensazione di emarginazione - Autolesionismo manifestato attraverso pensieri o veri e propri comportamenti autodistruttivi Di seguito sono invece elencati alcune tra le situazioni più frequenti per le quali le famiglie richiedono l’intervento del professionista rivolto al proprio figlio in età adoscenziale: - Difficoltà a rispettare regole e norme sociali, atteggiamento di ribellione nei confronti della famiglia, della scuola o di atri contesti di appartenenza. - Richieste continue di indipendenza e di fiducia da una parte, e manifestazione di comportamenti immaturi e di dipendenza dalla famiglia, dall'altra. - Comportamenti a rischio da un punto di vista sessuale (ad es. condotte sessuali inappropriate, rifiuto di utilizzare una profilassi adeguata) - Comportamenti che mettono a rischi la propria salute o incolumità fisica, messi in atto come "sfida" nei confronti di convenzioni o norme sociali (ad es. raggiungere velocità alte e non consentite dal codice stradale, tossicodipendenza, alcolismo, ecc.) - Fuga da casa, atteggiamenti definiti dalla famiglia come "risultato dell'influenza del gruppo dei pari" - Manifestazione di comportamenti o gesti di autolesionismo dannosi per la propria salute (ad es. anoressia, bulimia, ecc.) _________________________________________________________________________________________________ La psicoterapia con l’adolescente Quando è l’adolescente stesso a richiedere l’intervento dello psicologo, e se la famiglia accoglie e sostiene la sua richiesta di aiuto ad un professionista esterno e da il proprio consenso, il processo di psicoterapia può svolgersi in maniera chiara e lineare. Il primo colloquio può essere svolto, a seconda della richiesta, con l’adolescente da solo, con l’adolescente insieme ai genitori o con questi ultimi. In genere dopo i primi 3 o 4 colloqui, utilizzati principamente per la raccolta anamnestica e l’individuazione delle aree problematiche, si focalizzano gli obiettivi dell’intervento e si procede con la psicoterapia. Ogni colloquio ha la durata di 50 minuti circa e il costo di 50 euro. I colloqui sono settimanali (uno a settimana). |